Serdiana

Serdiana è vicino a Cagliari, appena nell'entroterra. È in una zona di basse colline ondulate, come un anfiteatro attorno alla città e al suo golfo. Sono terre coltivate da millenni, e fin da allora erano gli oliveti, i campi e le vigne della città. In queste campagne sorgono tante piccole chiesette medievali, romaniche: ognuna era il centro di una delle comunità di coltivatori, che punteggiavano il paesaggio. Questa è una zona che sembra fatta per la vite: ondulata, ricca di sole e vento, con il mare vicino che mitiga il caldo e il freddo. Qui si coltivano i grandi vitigni sardi. Alcuni sono famosi, come il Cannonau, il Vermentino, il Carignano. Altri sono meno conosciuti: come il Monica, il Bovale, il Nasco, il Girò, il Nuragus.

Santa Maria di Sibiola

È una chiesetta campestre in stile romanico del XII secolo. Apparteneva ai monaci benedettini di San Vittore di Marsiglia. Costruita in blocchi di arenaria, ha una struttura composta da due navate diseguali affiancate che si concludono con due absidi arrotondate. È molto semplice nelle sue linee, con la facciata quadrata nella quale si aprono due portali sormontati da piccole finestre, una monofora e una bifora.

Su Stani Saliu

Su Stani Saliu (lo stagno salato) si trova a circa 4 km dall’abitato di Serdiana. È un piccolo bacino chiuso, senza immissari né emissari, di circa 225.000 metri quadri. Ha una forma approssimativamente triangolare con un perimetro di circa 1600 metri e una profondità massima che può arrivare a circa 2 metri. In estate e nei periodi di siccità si asciuga in gran parte e sulle zone rimaste in secca si forma uno strato di sale.

Museo etnografico

Al centro dell’abitato di Serdiana, in una tipica casa campidanese “a corte” , nell’antica “Bia Mesuidda, ” ha sede il Museo etnografico e archeologico, con al suo interno numerose e importanti testimonianze della storia cittadina.